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Cibi che inquinano il Natale: arriva la lista nera di Coldiretti. Plauso del Ministro Zaia

"Siamo contenti che tutto il mondo agricolo si stia accorgendo di quali e quanti guasti provochi l'importazione indiscriminata di ogni tipo di genere alimentare. Per questo l'anno scorso avevo lanciato lo sciopero dell'ananas. Si tratta di guasti diretti, perché scegliendo le ciliegie cilene a Natale, invece delle buone arance siciliane, si danneggia la nostra agricoltura. Ma anche indiretti: l'impatto ambientale di sette calorie bruciate in trasporti contro una consumata è un lusso che il nostro pianeta non può più permettersi. L'agricoltura dovrebbe essere il vero tema di Copenaghen."

Così il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Luca Zaia commenta la blacklist stilata dalla Coldiretti dei prodotti maggiormente importati durante le festività natalizie per combattere le piccole e grandi cattive abitudini alimentari che fanno male all'ambiente.
 
La Coldiretti nell'analisi presentata in occasione della Conferenza dell' Onu sui cambiamenti climatici di Copenhagen calcola infatti che per far arrivare sulle tavole italiane un chilo di ciliegie dal Cile si ha un consumo di 6,9 chili di petrolio e l' emissione di 21,6 chili di anidride carbonica.
 
Tra i prodotti fuori stagione maggiormente gettonati a Natale che per arrivare sulle nostre tavole sprecano energia e contribuiscono all' emissione di gas serra a causa dei lunghi trasporti in aereo, ci sono i mirtilli dall' Argentina (per ogni chilo di prodotto trasportato bruciano 6,4 kg di petrolio e liberano 20,1 chili di anidride carbonica), l' anguria brasiliana (5,3 chili di petrolio e 16,5 chili di anidride carbonica per ogni chilo di prodotto), e ancora,
sempre secondo la lista nera stilata dalla Coldiretti, le noci della California, le more dal Messico, il salmone dall' Alaska, gli asparagi dal Perù, i meloni dal Guadalupe, i melograni da Israele e i fagiolini dall' Egitto. 
 
"La voglia di cambiamento o il bisogno di stupire gli ospiti nei banchetti natalizi o di fine anno possono essere soddisfatte" suggerisce Coldiretti "dalla riscoperta dei frutti meno diffusi ma nazionali come cachi e fico d' India o antiche varietà, dalla mela limoncella alla pera madernassa, che valorizzano le tradizioni del territorio e garantiscono un sicuro successo a prezzi contenuti, rimandando alla giusta stagione il consumo di ciliegie, anguria, asparagi o fagiolini". 

 

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