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Studio Ismea, il mercato premia gli oli italiani di qualità

La qualità resta sinonimo di made in Italy nel settore olivicolo e oleario. Lo confermano la forte presenza nel Mondo dei brand tricolore e la prevalenza di oli di pregio nella composizione dell'export nazionale del settore, con i vergini e gli extravergini che rappresentano più del 70% del totale.

Nel 2009, anno fortemente compromesso dalla crisi economica, il segmento degli oli di migliore qualità, in controtendenza con l'andamento complessivo dell'export, ha mostrato una lodevole capacità di tenuta. E il 2010 ha fatto emergere un rinnovato dinamismo del settore, con l'export di vergini ed extravergini aumentato in un anno del 17%.

Nel complesso - secondo l'analisi Ismea "Olio d'oliva: tendenze e prospettive", diffusa in occasione della 45ma edizione del Vinitaly-Sol - le esportazioni di oli d'oliva (esclusi quelli di sansa) si sono spinte, nel 2010, a 344 mila tonnellate (+16,5%). In un'annata che ha rilanciato però anche le importazioni, a 564 mila tonnellate, in crescita del 22% rispetto al 2009.
L'Italia, che nello scenario internazionale è il primo paese consumatore di olio di oliva e il secondo produttore ed esportatore (è preceduta solo dalla Spagna), è chiamata oggi a confrontarsi in un contesto globale fortemente competitivo e in continua evoluzione.
Da segnalare, inoltre, al fianco dei competitor tradizionali e dei paesi nordafricani e mediorientali, l'ingresso sul mercato di nuovi player internazionali, tra cui Argentina e Australia. Paesi il cui ruolo di produttori potrà consolidarsi nel medio-lungo periodo, anche per effetto di condizioni pedoclimatiche favorevoli.

Riguardo ai prezzi, il primo bimestre 2011 ha fatto segnare un buon recupero degli oli extravergini sui mercati all'origine, con i valori che seppure al di sotto dei 3 euro al chilogrammo sono tornati ai massimi da oltre due anni. Per trovare una quotazione più elevata bisogna risalire infatti ad aprile del 2008, mese in cui il prezzo medio aveva superato la soglia dei 3 euro.

Gli oli extravergini italiani sono gli unici, inoltre, che sul mercato europeo stanno mostrando una dinamica positiva, iniziata con l'ultimo trimestre del 2010. La situazione resta invece stagnante per gli oli greci e spagnoli, seppure in un contesto che potrebbe gradualmente migliorare.

Lo studio Ismea "Olio d'oliva: tendenze e prospettive", che offre un'analisi aggiornata sugli sviluppi del settore e un ampio dettaglio di dati statistici, è scaricabile integralmente dal sito www.ismea.it
 
 
Fonte Ismea

 

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