
Bacchus amat colles è certamente la frase che meglio denota la grande tradizione enoica del Piacentino, terra di vini fin da tempi immemorabili. La sua Doc Colli piacentini coinvolge le quattro valli Tidone, Trebbia, Nure e d'Arda ricche, oltre che di spunti enogastronomici, di interessanti testimonianze storiche e suggestivi scorci paesaggistici.
La Val Trebbia è un territorio vasto e diversificato caratterizzato da strette valli a tratti inaccessibili che custodiscono angoli di natura ancora selvaggia. I paesi che si incontrano, tutti meritevoli di una visita, sono ricchi di testimonianze storiche che documentano l'importanza di questa area di confine tra l'influenza piacentina e le Signorie autonome di Bobbio e dell'Alto Appennino.
Ancarano, Larzano, Caratta sono alcuni imponenti manieri di rilevanza strategica fin dall'epoca feudale. Rivergaro ospita una splendida dimora, Villa Anguissola Scotti, costruita sui resti di un'antica fortificazione, ed è sede di alcune importanti aziende vitivinicole. Particolarmente investita a vigneti è la zona di Perino, Donceto e Travo, sui pendii soleggiati della riva destra e sinistra del fiume Trebbia, che producono principalmente uve a bacca bianca per il vino Doc Trebbiano Val Trebbia.
La strada statale 45, che attraversa tutta la vallata, si inoltra ora tra i monti conducendoci alla suggestiva Bobbio. Nota per aver ospitato il famoso San Colombano d'Irlanda, maestro e pioniere della prima viticoltura locale attuata nei monasteri, Bobbio è il centro più importante della vallata ed è un luogo di notevole interesse artistico, storico e paesaggistico. La sua storia si identifica con quella dell'Abbazia di San Colombano, che nell'alto medioevo divenne una delle principali sedi della cultura religiosa medievale in Italia.