
Percorrendo la zona di produzione della Doc Colli Orientali del Friuli ciò che si apre allo sguardo del visitatore è un paesaggio ameno, dolce e suggestivo a cui fanno da cornice splendidi vigneti. Arte, storia e naturalmente vino trovano qui la loro sintesi ideale, rendendo quest'angolo del Friuli un luogo eletto per quanti vogliano dedicarsi a un turismo diverso, alla scoperta di verdi scenari, antichi manieri e tradizioni millenarie.
Dalle pendici del monte Bernadia, a nord, fino allo Judrio, che segna il confine tra le province di Udine e di Gorizia, è un continuo susseguirsi di antiche rovine, dimore medievali e monumenti religiosi, come i ruderi dei castelli nei dintorni di Attimis, la pieve di San Gervasio a Nimis (comune di produzione della Docg Ramandolo), l'abbazia di Rosazzo, le vestigia romane e longobarde a Cividale.
Cividale del Friuli è il capoluogo enologico della zona e il centro più conosciuto fuori dai confini regionali. Questa cittadina della valle del fiume Natisone fu uno dei maggiori nuclei urbani del Friuli medievale e custodisce ancora nei monumenti, nei resti archeologici e nelle tradizioni la memoria delle numerose vicende storiche che l'hanno attraversata. Ma una cosa in particolare è rimasta immutata: la profonda vocazione vitivinicola del territorio, che oggi, con l'affinamento delle tecniche produttive, permette la produzione di pregiati vini bianchi e rossi. A testimoniare l'importanza della viticoltura per questa area sono le molte manifestazioni locali in cui il vino fa da protagonista, come la Festa del vino, che si svolge il terzo fine settimana di maggio, e la Rassegna dei vini Doc del Friuli Venezia Giulia, appuntamento fisso del primo fine settimana di luglio, occasioni importanti per far conoscere a un pubblico sempre più vasto le produzioni enologiche della zona: il Tocai Friulano, il Refosco dal Peduncolo rosso, il Tazzelenghe e il Verduzzo. Per informazioni a riguardo ci si può rivolgere all'azienda di promozione turistica di Cividale del Friuli (a.r.p.t.cividale@regione.f.v.g.it) Tappa immancabile in città è la visita al quattrocentesco duomo, all'importante museo cristiano e al pittoresco ponte del diavolo, un po' da tutti considerato il simbolo di Cividale.
Altra località molto importante sotto il profilo enologico è Buttrio, sede di alcune prestigiose cantine, della più antica Fiera enoica d'Italia, nonché del recente museo della Civiltà del vino. Su queste terre, grazie alla favorevole influenza di un clima che risente già della vicinanza del mare, tutte le varietà esprimono al meglio le loro caratteristiche di tipicità. I vini bianchi e rossi sono caratterizzati da sapidità e struttura e si abbinano sapientemente all'ottima gastronomia del luogo.
Poco distante, circondata di colline verdeggianti, sorge Manzano, conosciuta in tutto il mondo come la capitale della sedia, in quanto appartiene, insieme a San Giovanni al Natisone e a Corno di Rosazzo, a un polo industriale di straordinaria importanza per la produzione di sedie. Ma Manzano è anche centro enologico di rilievo e ospita uno dei luoghi più significativi per la vitivinicoltura del Friuli: l'abbazia di Rosazzo. Splendido complesso architettonico risalente all'anno 1000, a più riprese distrutto e ricostruito, l'abbazia di Rosazzo con le sue estensioni vitate ha rappresentato in epoca medioevale uno dei pochi centri di conservazione del patrimonio viticolo locale. Anche i dintorni meritano sicuramente una visita e offrono passeggiate imperdibili soprattutto per gli amanti della natura, come il sentiero ecologico della Sdricca, le rive del Natisone, i ruderi del vecchio castello.
Sulle colline di Rosazzo infine è stato identificato, con l'ultima revisione del disciplinare della Doc Colli Orientali del Friuli, un cru di particolare pregio (appunto, la sottozona Rosazzo). Picolit, Ribolla gialla e Pignolo sono i vini più interessanti e per i quali, negli ultimi anni, è stata condotta una attenta opera di selezione e recupero.