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Parco Nazionale del Gargano, gioiello della Puglia

Veduta sul mare dal Parco Nazionale del Gargano

In Puglia c'è uno scrigno meraviglioso che raccoglie in sé un campionario quasi completo delle meraviglie di questa zona: il Parco Nazionale del Gargano.

Ciò che immediatamente rapisce lo sguardo del visitatore del Gargano è la flora caratterizzata da uliveti, che occupano le piane della zona costiera come a Macchia e a Mattinata, le alture a sud del lago di Lesina, i fondovalle dell'area pedemontana e i terrazzamenti della costa. Le piante spesso sono secolari e si trovano in file ordinate, ma si differenziano per le forme dovute a diverse tecniche di potatura, tramandate di generazione in generazione e differenti da zona a zona. Agli ulivi si alternano mandorli e il tutto crea un affascinante quadro d'insieme. Sicuramente un gioiello di queste terre è l'eccezionale olio, ancora ottenuto dalla spremitura delle olive in antichi frantoi. Alcuni di essi sono visitabili, e lì è possibile acquistare il verde nettare, che conserva il profumo e il sapore questi luoghi.

La costa settentrionale, che va da Rodi a Vieste, è un susseguirsi di colline verdeggianti dove fioriscono giardini di arancio, che profumano le valli. I giardini sono circondati da muri a secco innalzati a protezione delle piante dai venti freddi. La produzione di agrumi è molto antica e ha inizio con l'arancio amaro, giacché quello dolce arrivò dal Portogallo alla fine del Seicento. Le arance e i limoni furono oggetto di un'intensa attività di scambio tra le città del Gargano e i commercianti veneziani. Poi alla fine del Settecento le arance incominciarono a essere trasportate in Dalmazia e in seguito, nel 1870, Isidoro Tomas promosse i primi incontri tra il Gargano e gli Stati Uniti d'America. In particolare agrumi come l'Arancia Bionda del Gargano e il Limone Femminello del Gargano . Questa terra povera d'acqua, grazie al sudore della popolazione contadina, ha strappato ai costoni, con terrazze e altre tecniche, appezzamenti di terreno, dove, oramai da generazioni, fruttificano alberi di pere, nespole e ciliegie. Vi è anche la vite che produce il moscato già celebre al tempo dei Borboni.

Tra Monte Sant'Angelo e San Giovanni Rotondo, si possono osservare, sui versanti esposti a nord della Valle Carbonara e in località Falcare (nel versante occidentale della vallata che dalla Foresta Umbra arriva a Carpino), i castagni che colorano il paesaggio con i fiori bianchi a giugno e con le foglie rosso fuoco in autunno. Altri prodotti tipici di questa terra sono il fico d'india e il semplice fico, spesso essiccato e riempito di mandorle a modo di dolce, consumato in particolar modo nel periodo natalizio.

In questa terra non vi sono solo la bellezza e i sapori dei frutti; sulle prime propaggini del promontorio garganico pascolano allo stato brado le mucche podoliche, animali caratteristici di questo ambiente. Forse non è un caso che in questa natura armoniosa, vi siano mucche che nelle proprie carni contengono una maggiore quantità di acidi linoleici coniugati, che hanno proprietà antitumorali. La presenza di questi salutari acidi sembra sia dovuta alla dieta naturale e alle erbe garganiche di cui questi animali autoctoni si cibano. Nel Gargano il visitatore può trarre godimento dalla cucina locale che, per quanto frugale, è completa e ha sapori indimenticabili; si basa sui farinacei, l'olio, i vegetali freschi coltivati negli orti disseminati ovunque, i vegetali secchi, carne e pesce. La tavola è imbandita con pane, sotto forma di grandi pagnotte da sei/sette chili ciascuna, che già rappresentano un cibo gustoso. Poi la classica padrona di casa offrirà all'ospite pasta lavorata a mano, orecchiette, tagliatelle, insaporite da un sugo di carne bovina, ovina, suina o con braciolette imbottite d'aglio, pepe e pecorino. In tavola come contorni ci sono bruschette accompagnate da tutti i prodotti della terra conservati sott'olio e da provolette, scamorze, burrate, trecce e ricotta.

I pugliesi spesso esaltano anche la risorsa ittica come ad esempio spigole, dentici, orate, seppie, triglie e frutti di mare cucinati in modo semplice affinché si possa gustare il sapore delle carni marine. A tavola trovano posto anche i dolci della terra: fichi secchi, mandorle e castagne. Il consiglio degli esperti di arte culinaria è di accompagnare questo lauto pasto con i vini della zona. È possibile scegliere tra un moscato, il bianco di S. Severo, il rosato Cacce e mitt o il rosso della vicina città di Cerignola.

Visitando questa terra, sembrerà di sentire odori nuovi e di gustare cibi dal nome familiare, ma dai sapori introvabili altrove, il tutto incorniciato da una natura varia ma al tempo stesso omogenea, apparentemente povera e allo stesso tempo così ricca. Una natura condizionata dal clima e dalla qualità del terreno, e, mai come in questo caso, influenzata dalla caparbietà dei contadini del Gargano. La realtà del Parco è in rapida evoluzione e tende a stimolare e incentivare tutte le caratteristiche proprie della zona; per questo motivo il Parco ha creato una sua etichetta identificativa per i prodotti agro-alimentari, ma anche per i prodotti artigianali e per i servizi turistici. Questa iniziativa tende alla creazione delle condizioni necessarie affinché i prodotti e i servizi della zona fungano, per le proprie qualità, come elemento distintivo della genuinità e della specificità del Parco stesso. Inoltre, la concessione del marchio rappresenta un incentivo sia per i produttori affinché continuino a produrre beni e servizi in modo compatibile con l'ambiente, sia per la commercializzazione dei prodotti tipici, rafforzati sul mercato dalla garanzia che l'ente nazionale può fornire ai consumatori. Un'etichetta di tal genere è icona della genuinità dei prodotti, ma più in generale è icona di uno sviluppo sostenibile.

 
 

I prodotti dell'Itinerario

  1. Arancia del Gargano Igp
  2. Cacc'è Mmitte di Lucera Doc
  3. Dauno Dop
  4. Limone Femminello del Gargano Igp
  5. Rosso di Cerignola Doc
  6. San Severo Doc