
La regione emana ancora la grazia naturale di un'arte e di uno stile di vita che, a partire dal Rinascimento italiano, con Leonardo, Michelangelo e Galileo, ha donato al mondo un nuovo modo di pensare, e prima ancora, con Dante, Petrarca e Boccaccio, aveva donato all'Italia una lingua da parlare.
E se la Toscana di oggi agli occhi del moderno viaggiatore non č proprio quella descritta da Curzio Malaparte nel libro "Maledetti Toscani", nel quale i contadini sono fatti di legno verde e hanno capelli d'erba, e non č nemmeno quella in cui, buffo e straccione, si aggirava "Brancaleone", dal volto di Vittorio Gassman, diretto dal toscanissimo Mario Monicelli, entro i suoi confini si ha comunque la sensazione di godere di due immensi stupori: quello della vista e quello del gusto.
Dalla raffinata leggerezza fiorentina dei dipinti del Botticelli alla cupola aerea del Brunelleschi, il visitatore colto e buongustaio, che sconfini nella provincia toscana per lusingare oltre al piacere dell'occhio quello del palato, conserva lo stesso incantamento dei sensi che origina qui dallo splendore della sua cucina e dei suoi prodotti tipici.
La cucina č quella che tutti noi conosciamo: i borghi hanno l'aroma evocato dai poeti ("dal ribollire dei tini, va l'aspro odor dei vini, le anime a rallegrar", cantava della sua Maremma Giosuč Carducci) e si basa sul binomio elementi/condimenti. Nella magia architettonica di Bibbona, Castagneto Carducci, Bolgheri, Sassetta, Campiglia Marittima, Populonia e Rosignano Marittimo si possono scoprire piccole trattorie che offrono i piatti tipici a base di pasta fresca, salumi, cacciagione, verdure e funghi (anche quello di Borgotaro), accompagnati dai vini della Valle del Chianti. Nelle aziende agricole si producono olio extra vergine di oliva, tra cui 1 Igp, il Toscano, e 2 Dop, Terre di Siena e Chianti Classico, e formaggi, tra cui 2 Dop, il Pecorino romano e quello toscano, in un tripudio culinario che la Toscana consegna al mondo grazie alla presenza di ben 59 prodotti protetti. Ai piatti della tradizione venatoria e ai secondi di carne fanno da controcanto le celebri zuppe a base di Farro della Garfagnana, mentre la castagna del monte Amiata si serve arrostita, dal mese di novembre, con il Vinsanto.
Ed č in cantina che la Toscana conquista il podio; i vini a denominazione di origine controllata e garantita (Docg) sono 6: il Brunello di Montalcino, il Carmignano, il Chianti, il Chianti classico, la Vernaccia di San Gimignano e il Vino nobile di Montepulciano, mentre le Doc sono 35. Una menzione d'onore spetta al Marrone del Mugello e al Lardo di Colonnata (in attesa dell'ambita Igp), prima di citare tra i salumi il prosciutto toscano e la mortadella Bologna, uno Dop e l'altra Igp.