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Ad Alghero, città del corallo, d'origini catalane

Veduta dal mare della città di Alghero

Aragosta alla catalana e Agnello di Sardegna Igp, preparato con carciofi e finocchi selvatici. Sono alcuni dei piatti tipici della zona di Alghero e della Riviera del Corallo. Un itinerario da assaporare lentamente, accompagnato da un buon bicchiere di Vermentino.

Ad Alghero le antiche dominazioni hanno lasciato forte la loro impronta. Le origini spagnole della cittadina sono evidenti nel tipico dialetto - d'origine catalana - parlato dai suoi abitanti, nelle tradizioni e in molti monumenti costruiti in stile gotico-catalano con incursioni arabe. Esempi di queste passate egemonie, molti palazzi disseminati nei vari rioni, insieme ai due campanili ed alle parti architettoniche più significative della Cattedrale di Santa Maria e della Chiesa di San Francesco. Alghero é il piu' caratteristico centro turistico della Riviera del Corallo: ricco di spiaggie, calette e scogliere a picco su un mare color smeraldo, dove trova l'ambiente ideale per riprodursi il corallo, da cui prende il nome questa parte di costa. Da più di due secoli, infatti, i pescatori "corallini" lavorano nel mare d'Alghero per portare in superficie i rami rossi che, oggi, sono sempre piu' difficili da trovare, soprattutto se di grandi dimensioni. Per questo i cercatori di corallo si spingono in acque sempre piu' profonde e la stessa lavorazione ne subisce le conseguenze, con una razionalizzazione massima fino all'utilizzo del piu' piccolo ritaglio.

Altri luoghi protagonisti di questo itinerario sardo: le suggestive Grotte di Nettuno, dove si arriva sia via mare che via terra, attraverso una lunga e impervia scalinata a strapiombo sul mare, nota come " Escala del Cabirol", realizzata nel 1954, con oltre 650 gradini e un dislivello di 110 metri; Capo Caccia, il promontorio piu' suggestivo di questa Riviera ed il Nuraghe Palmavera - sulla strada che porta alla splendida e tranquilla baia di Porto Conte - testimonianza delle origini e delle comunità tribali che un tempo abitavano l'isola.

Ancora da visitare la Necropoli di Anghelu Ruju: un complesso Prenuragico comprendente 37 grotticelle artificiali funerarie, chiamate "domus de janas" ovvero "case delle fate".

Tra le varie strade da percorrere in Sardegna ci sono anche quelle dedicate ai vini. Sull'isola le più famose sono sette, ognuna intitolata al vino che vi predomina per produzione. Quello compreso tra Olbia, Sassari e Alghero, è il percorso del Vermentino. Questo tragitto, oltre ai centri già citati, attraversando un po' tutta la parte nord della Sardegna, passa anche per i centri minori di Telti, Monti, Berchidda, Oschiri, Tempio Pausania, Aggius, Calangianus, S. Antonio, Arzachena, Palau, S. Teresa di Gallura, Vignola, Trinità D'Agultu, Badesi, Valledoria, Castelsardo, Sorso, Sennori, Porto Torres, S. Maria La Palma e Fertilia. Proprio nella zona della Riviera del Corallo ha sede una delle piu' grandi e famose case vinicole sarde, dove è possibile acquistare e conoscere i segreti della preparazione della bevanda a base d'uva.

In alternativa, tornati ad Alghero ci si puo' sedere in uno dei locali affacciati sul porto e degustare un buon bicchiere di Alghero Doc, magari abbinato a del buon Pecorino sardo Dop, di casa da queste parti. E se doveste capitare in zona nel periodo giusto, potrete seguire manifestazioni interessanti e gustose come la "sagra del riccio di mare" (bogamarì in dialetto) che da' il via alla rassegna gastronomica dedicata a questo gustoso frutto di mare, pescato da novembre a marzo e consumato crudo a riva, subito dopo la raccolta.

 

I prodotti dell'Itinerario

  1. Agnello di Sardegna Igp
  2. Alghero Doc
  3. Pecorino Sardo Dop