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Dall'età della pietra ai giorni nostri, alla scoperta della storia e della gastronomia di Isernia

La fontana Fraterna ad Isernia

Adiacenti al Parco Nazionale d'Abruzzo, i luoghi intorno alla città di Isernia, oltre ad essere conosciuti per le numerose attrattive storiche e preistoriche, offrono uno spettacolo naturalistico di primaria importanza per la flora e la fauna presenti e sono rinomati per le specialità gastronomiche regionali che vi si possono degustare.

Respirando l'aria pura di questa zona non ci si può sorprendere di scoprire che vi si producano due dei prodotti tipici molisani a denominazione di origine tra più conosciuti in Italia e all'estero: il Caciocavallo Silano e i Salamini italiani alla cacciatora.

L'itinerario proposto inizia con la visita al sito archeologico dell'antico insediamento monastico di San Vincenzo al Volturno, facilmente raggiungibile provenendo dalla superstrada che conduce a Roccaraso per chi viene da Roma o da Napoli. Quest'area è sita nei pressi delle sorgenti del fiume Volturno, uno tra i più grandi e pieni di storia della nostra penisola, ed è ubicata nel punto più stretto d'Italia, dove la distanza tra la costa del mare Adriatico e quella del mar Tirreno è di solo 160 km.

L'antica Abbazia di San Vincenzo, protetta a nord dalla catena montuosa delle Mainarde ed a sud dal massiccio del Matese, è considerata una delle più importanti della cristianità. La sua costruzione risale alla fine del VII secolo quando tre gentiluomini beneventani, esuli volontari dalla loro città natale, fondarono presso le sorgenti del Volturno un oratorio, primo nucleo del monastero.

Prima di proseguire nell'itinerario ci si può fermare a pranzare in zona per assaggiare qualche piatto della cucina regionale o visitare il lago di San Vincenzo e la chiesa di Santa Maria delle Grotti.

Ritornando sulla Provinciale e proseguendo in direzione Isernia si raggiunge la periferia orientale della città dove è stato scoperto, nel 1978, il "villaggio" dei primi italiani dell'età della pietra. Con i suoi 736.000 anni, il giacimento paleolitico di Isernia rimane il più antico e ricco paleosuolo rinvenuto in Europa ed è considerato uno dei ritrovamenti più importanti sia per la qualità dei reperti rinvenuti che per l'eccezionalità del loro stato di conservazione.

Secondo gli scienziati grazie a questo villaggio è stato possibile ricostruire il modello di vita e di lavoro dell'uomo preistorico chiamato 'Homo Aeserniensis'.

Nel Monastero di Santa Maria delle Monache, situato nel cuore del centro storico della città di Isernia, in Corso Marcelli, è stato allestito un Museo dove sono esposti alcuni dei più interessanti reperti paleolitici ritrovati durante gli scavi e sono state ricostruite alcune scene dell'antico villaggio su supporto magnetico e in più lingue.

In località La Pineta, poco distante dal sito dove sono stati ritrovati i reperti, si trova il Museo Nazionale del Paleolitico. Inaugurato nel 1999, è stato edificato proprio al di sopra del sito archeologico, in modo che si possa assistere in diretta agli scavi effettuati dagli studiosi.

E' d'obbligo, infine, concludere con la visita della città di Isernia, dove vale la pena di passeggiare nelle vie dello splendido centro storico non solo per apprezzarne le attrattive - come l'originale ed unica nel suo genere Fontana Fraterna (XIII sec.), formata da lastre di pietra viva provenienti da monumenti d'epoca romana in rovina e dall' opera di maestri locali - ma anche per fare una sosta ed assaggiare la cucina tradizionale locale insieme a un altro prodotto ad Indicazione geografica protetta, come il Vitellone bianco dell'Appennino centrale.

 

I prodotti dell'Itinerario

  1. Caciocavallo Silano Dop
  2. Salamini italiani alla cacciatora Dop
  3. Vitellone bianco dell'Appennino centrale Igp