Umbria

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SACRO E PROFANO SI CONFONDONO TRA MUSICA, ARTE E GASTRONOMIA

Il jazz si può fare, si può studiare, solo a volte il jazz si può essere. Fare jazz ai grandi livelli richiede una capacità metafisica, un abbraccio mistico con la pura passione e il sentimento del sublime, inclinazioni che appartengono alla regione e che hanno nei secoli tessuto la trama dell'anima umbra. Ogni anno l'Umbria ospita a Perugia i più grandi musicisti del mondo nell'ambito dell'Umbria jazz festival e ogni anno l'arte e la cultura si danno appuntamento a Spoleto nel Festival dei due mondi. E due mondi davvero coesistono nella terra dei santi e dei musicisti jazz.

Dal Cantico dei cantici di San Francesco d'Assisi alle laudi liriche e licenziose di Jacopone da Todi, dalle figure dall'espressione serena e assorta del Perugino, di Giotto o di Cimabue alla potente scultura nera di Alexander Calder che segna il viale che porta al cuore vecchio di Spoleto - una delle sculture rimaste dal Festival dei due mondi del 1962 - sacro e profano si sposano in questa terra dai profili taglienti dei borghi arroccati sulle alture e dall'animo saldo degli abitanti, forti anche nella tragedia, che qui vestì i panni del terremoto del '97, causa del crollo del transetto della Basilica di S. Francesco di Assisi e di ventimila sfollati, ancora oggi esuli dalle loro case.
 
Piacevolmente forti sono del resto i vini umbri. Le cantine sono numerosissime, per la gioia di chi voglia degustare e conoscere alcuni tra i vini migliori del Belpaese. Sia che muoviamo lungo il Trasimeno o verso Città di Castello, Gubbio, Assisi, Todi o più giù fino a Spoleto, Orvieto e Amelia, ovunque troviamo vitigni indigeni coltivati fin dalla notte dei tempi. Con i suoi 23 prodotti certificati, la cucina umbra è caratteristica e ricca anche di dolci all'anice, 'ntorte, tozzetti e tutta una serie di pietanze (risotto, pappardelle, filetto ecc.) impreziosite da due ingredienti di qualità: il Sagrantino di Montefalco, vino locale a denominazione di origine controllata e garantita, e il Torgiano Rosso Riserva. La Regione vanta 11 vini Doc e 6 Igt, corposi quanto serve per accompagnare i prosciutti di Norcia, la cacciagione e le delicate e squisite lenticchie di Castelluccio. Tutte specialità "benedette" dall'olio umbro a denominazione di origine protetta, declinato in cinque varietà di olive: Moraiolo, Frantoio, San Felice, Pendolino e Agocia.