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UN VIAGGIO ENOGASTRONOMICO ALLA SCOPERTA DI EROS E TANATOS

Venezia: uno Stato-città, la cui forza, all'epoca delle repubbliche marinare, si basò più sulla diplomazia che sulle armi. E alla diplomazia dei cibi raffinati si affida ancora oggi il turismo enogastronomico della regione.

Il primo ambasciatore della cultura veneta e italiana nel mondo fu Marco Polo, che, in cambio dei suoi preziosi resoconti, ottenne dal Gran Khan di importare in Italia gli spaghetti, facendo la fortuna culinaria del Belpaese. Il successo gastronomico del Veneto si deve più che altro ai suoi formaggi e ai suoi vini. Sulle Dolomiti venete si producono formidabili formaggi di qualità, che la leggenda vuole introdotti nel 1200 per interrompere il drastico calo della fertilità a causa delle loro presunte proprietà afrodisiache.

Dall'Asiago al Taleggio, al provolone Valpadana, dal Grana Padano al Montasio (in compartecipazione con Lombardia, Emilia Romagna e Friuli Venezia Giulia) al locale Monte Veronese, un vasto assortimento di prodotti rigorosamente Dop, antichi "Viagra" ante litteram che avranno probabilmente contribuito alla fortuna del più famoso tra gli amanti veneziani, monsieur Casanova.

Di cibo e libagioni che trasudano il cupo aroma dell'intrigo e il fascino perverso della morte sono piene le tragedie veneziane di Shakespeare, da Otello al Mercante di Venezia. Ma il Veneto non ama il grandguignolesco e il noir a tavola, preferendo ricette semplici ma di grande personalità. L'insalata a base di Radicchio rosso di Treviso o di Radicchio variegato di Castelfranco (che godono entrambi della Igp) è servita con pancetta, mele e zenzero. Piatti accompagnati in tavola da vini mai scontati, se già Goldoni ne "La Locandiera" ne tesse gli elogi: "Viva Bacco, viva amore/ l'uno e l'altro ci consola/ uno passa per la gola/ l'altro va dagli occhi al cuore./ Bevo il vin, cogli occhi poi.../faccio quel che fate voi". Dai Colli Trevigiani (uno degli 8 vini Igt) al Recioto di Soave (unica Docg regionale), dal Bardolino ai Colli Euganei, passando per altri 23 gustosi vini Doc.

Tra i 52 prodotti protetti una menzione d'onore spetta al Fagiolo di Lamon, introdotto in Europa agli inizi del '500 da parte dei conquistadores dell'America Latina, e al riso Vialone nano veronese, che prima della lavorazione viene asciugato al sole delle limpide aie veronesi.