Girando l'Abruzzo ci si rende subito conto di quanto sia diffusa la coltivazione dell'ulivo. Quello che non si percepisce immediatamente, però, è la varietà di piante presenti. A seconda del tipo di terreno e di clima, oltre quaranta sono le specie che prosperano nella regione. La Frantoio, la Carboncella e la Tortiglione sono quelle che si incontrano lungo la Valle del Vomano dove si snoda l'itinerario proposto.
Punto di partenza è la costa teramana con la sua moderna e ridente Roseto degli Abruzzi. La nota cittadina abruzzese, posta tra il fiume Tordino e il Vomano è famosa per i suoi lunghi e inimitabili viali, ombreggiati da pini e da palme secolari, che corrono lungo la spiaggia.
Lasciando l'Adriatico per rispondere al richiamo delle dolci colline che costeggiano il litorale, si incontra Montepagano, frazione di Roseto, che conserva ancora un abitato medievale accessibile da quattro antiche porte, tra le quali la Porta Borea e la Porta da piè. Nella piccola località, nel mese di agosto, si svolge una nota rassegna interregionale dei vini, allestita all'interno di un palazzo barocco, mentre il 26 luglio, in onore di Sant'Anna, si celebra la festa dei Trionfi della Pace, rievocazione storica che ricorda la fine di un lungo periodo di lotta fra le fazioni che si erano formate all'interno della città.
Seconda tappa dell'itinerario è Atri che si raggiunge attraverso la strada provinciale superando in direzione Sud il fiume Vomano. Chi la visita per la prima volta rimane ammaliato dall' inconsueto paesaggio dei calanchi che si incontra lungo la strada poco prima di arrivare. Probabilmente Atri è la città più antica della regione e il suo pregevole patrimonio artistico ne offre una degna dimostrazione. Le manifestazioni tipiche della tradizione di questa graziosa cittadina ricorrono il 15 agosto per la festa dell'Assunta, con la sfilata dei carri agricoli addobbati e la vendita dei prodotti alimentari locali e il giorno dell'Immacolata, l'8 dicembre, quando all'alba durante la processione, si accendono fasci di canne detti faugni in onore della Madonna. La città è conosciuta anche per la sua eccellente gastronomia grazie a un ottimo formaggio pecorino e agli squisiti salumi, come i salamini italiani alla cacciatora che ben si accompagnano al Montepulciano d'Abruzzo, e per la splendida vista che offre: da una parte colli a non finire, dall'altra parte, immenso e lucente, l'Adriatico.
Da Atri l'itinerario volge verso l'interno attraverso l'ampia vallata del Vomano, mentre sullo sfondo appare in tutta la sua imponenza e maestosità il Gran Sasso. In breve tempo si raggiunge un paese ubicato sul colle alla destra del fiume: è Morro d'Oro. La sua antichissima origine si palesa nelle opere di grande valore storico-artistico che il tempo ha voluto generosamente conservare.
Una volta lasciato quest'incantevole borgo medievale arroccato sul colle, si raggiunge dopo un breve tratto Notaresco, caratteristico paese sorto intorno ad un castello di cui oggi ci rimangono pochi resti. L'Abbazia di San Clemente al Vomano con il suo portale con architravi in pietra, gli stipidi e l'archivolto con decorazioni è una tappa immancabile per chi visita questo lembo d'Abruzzo. La cornice naturale di questo splendido esempio di arte italiana vecchia di otto secoli è ancor oggi il riflesso argenteo delle chiome degli ulivi Frantoio, Carboncella, Tortiglione, i cui frutti, raccolti manualmente per brucatura, portano sulla tavola l'inimitabile olio di queste terre: il Pretuziano delle Colline Teramane.