
Matera lega inevitabilmente la sua fama ai famosi Sassi, che sono da tempo emblema e segno distintivo della città, ma anche a una serie vastissima di alimenti e prodotti tipici. Le orecchiette, ad esempio, risalgono addirittura al XVI secolo. E, se le cime di rapa sono forse il condimento che le ha rese più conosciute, potete star certi che anche il sugo, i broccoli, i cavolfiori, la mollica di pane o l'uvetta sultanina danno al suddetto piatto uguale soddisfazione, purché si dia la giusta attenzione alla cottura, che dev'essere rigorosamente al dente.
Le colline di Matera sono note come il granaio d'Italia, e molteplici sono, infatti, le combinazioni di pane che potete gustare in questo posto, dal classico a quello aromatizzato con erbe o finanche con il miele, tutto preparato alla vecchia maniera e cotto sempre a legna. Da qui anche il tradizionale piatto gustato nella festività del Lunedì dell'Angelo, preparato con gambi di cardo, aglio, prezzemolo, uova, tutto amalgamato con mollica di pane. I fichi sono un'altra prelibatezza della zona, e vari sono gli usi che se ne fanno localmente, soprattutto in pasticceria. Le massaie li utilizzano anche per la preparazione del cosiddetto cotto di fichi, tradizionalmente preparato in agosto, quando questi frutti raggiungono il grado massimo di maturazione. Curiosa la preparazione. Il cotto di fichi si ottiene infatti facendo bollire i fichi sbucciati in una casseruola per molte ore, fino a ottenere un composto che viene versato in una federa di cotone da appendere. Il liquido raccolto per gocciolamento viene ristretto ancora sul fuoco e poi imbottigliato freddo. Servirà per la preparazione di deliziosi dolci e biscotti.
Matera non trascura, però, gli amanti della carne. Infatti la carne di maiale, debitamente aromatizzata e salata e conservata in vasi di terracotta, dà vita alla cosiddetta nghenderata, piatto di origini antiche servito in principio presso il Castello di Favale.
I pastori di Basilicata hanno tramandato un'esperienza millenaria racchiusa in una produzione casearia ineguagliabile che arriva al consumatore d'oggi con le garanzie igieniche e sanitarie più avanzate. Formaggi la cui produzione si basa su un comune denominatore: pascoli incontaminati dove crescono a dismisura essenze floristiche ed erbe aromatiche che conferiscono al latte una abbondanza di sostanze nutritive e di sapori incomparabili. La vastità delle produzioni tipiche dimostra quanto sia antica in Basilicata la tradizione casearia. Per citare qualche nome: la Burrata, il Burrino, il Burrino farcito, il Caciocavallo podolico, il Caciocotto, il Cacioricotta, il Caprino stagionato, il Casieddu, il Formaggio di capra a pasta fresca, la Giuncata, il Padraccio, il Pecorino di Filiano e Moliterno, la Ricotta forte, la Ricotta al peperoncino, la Ricotta dura salata, la Scamorza, la Toma, fino al Caciocavallo Silano Dop.
La dieta mediterranea ha nei suoi tre pilastri nutritivi l'olio d'oliva: la Basilicata propone i suoi extra vergini a quanti intendono acquistare prodotti di alta qualità e di elevate proprietà sensoriali quali il colore, la consistenza, il gusto e l'aroma. L'olio del Vulture è un extravergine di oliva con un sapore moderatamente fruttato, di colore verde con riflessi gialli. L'olio delle colline del ferrandinese è un extravergine di oliva con un sapore particolarmente delicato, debolmente fruttato e colore giallo oro con riflessi verdi. L'olio delle colline materane è un extravergine di oliva rinomato per le sue caratteristiche qualitative. Di colore verde con riflessi gialli, è fra i tre il più fruttato.
Potete ora dedicarvi alle bevande e in particolare all'Aglianico, coltivato e prodotto alle falde del monte Vulture e pertanto non caratteristico delle colline di Matera, si sposa però benissimo con le prelibatezze di quella zona. Il suo colore, misto tra rosso, viola e arancione, deriva dalla coltivazione in zone prettamente vulcaniche e, insieme al sapore robusto, gli conferisce le caratteristiche necessarie per accompagnare cacciagione e carne alla griglia. Dal Rosso della Basilicata è tratto anche un Novello la cui vinificazione è condotta con la tecnica della macerazione carbonica. Per rispondere a precise richieste del mercato ormai da tempo sono anche prodotti vini in coltivazione biologica senza altri interventi e nel rispetto dell'ambiente. Con la stessa regolamentazione dei vini di Basilicata e con la specificazione del nome del vitigno sono prodotti vini frizzanti e spumanti, di colore bianco o rosato, ottenuti per presa di spuma dei corrispondenti vini tranquilli o direttamente dai mosti d'uva. In un'atmosfera di assoluta tranquillità e respirando un'aria inconcepibile nelle grandi città, su queste colline passerete alcune delle ore più belle della vostra vita, magari seduti a tavola...